Google e Microsoft hanno lanciato ARD (Agentic Resource Discovery), il nuovo standard aperto che permette agli agenti AI di trovare automaticamente strumenti, API e servizi disponibili nel web. Lo standard di fatto è stato creato dai due big e da altri nove grandi aziende tech a metà giugno 2026. ARD completa il precedente MCP di Anthropic, risolvendo il problema della scoperta anziché quello della connessione. L’obiettivo è chiaro: creare un ecosistema federato che contrasta il dominio di OpenAI e Anthropic, evitando dipendenze da singoli fornitori.

Il debutto, datato 16 e 17 giugno 2026, riunisce undici aziende raramente sedute allo stesso tavolo: Google, Microsoft, Cisco, Databricks, GitHub, GoDaddy, Hugging Face, NVIDIA, Salesforce, ServiceNow e Snowflake. Come detto, mancano OpenAI e Anthropic, che con MCP (Model Context Protocol) avevano già imposto uno standard di fatto per collegare modelli e strumenti. L’assenza segnala una frattura sull’architettura futura del web agentico.

Il problema che ARD risolve si chiama scoperta delle risorse. Finora ogni agente poteva usare solo gli strumenti già collegati in configurazione, un limite che Microsoft paragona a una rete dove ciò che non è cablato non esiste. Google rilancia l’immagine del web delle origini, quando milioni di pagine restavano invisibili a chi non ne conosceva l’indirizzo.

Tecnicamente lo standard poggia su due elementi. Le organizzazioni pubblicano un file ai-catalog.json sul proprio dominio, elencando strumenti e server MCP disponibili. I registri, motori di ricerca del web agentico, scansionano i cataloghi e restituiscono le corrispondenze a una richiesta in linguaggio naturale.

L’anagrafe degli agenti

La fiducia, in questo schema, non passa per una certificazione centrale ma per il possesso del dominio. Se il catalogo è ospitato sul sito di Microsoft o di Salesforce, per esempio, quella proprietà funge da fondamento crittografico dell’identità, vicino al funzionamento del DNS più che a un motore di ricerca. Verificato il fornitore, ARD si fa da parte e la connessione avviene col protocollo nativo della risorsa.

Agenti a piede libero secondo ChatGPT
Agenti a piede libero secondo ChatGPT

Lo standard non sostituisce MCPA2A (Agent2Agent), il protocollo con cui Google fa comunicare gli agenti: li precede. Se MCP risolve il come ci si collega, ARD risolve il cosa esiste e dove si trova. Avevamo già raccontato come l’intelligenza si stia spostando dai modelli ai sistemi che li coordinano per spiegare cosa vuol dire quando le AI cominciano a “lavorare” davvero.

Le prime implementazioni di ARD sono già operative. GitHub ha lanciato Agent Finder, che permette a Copilot di scoprire server MCP e agenti da un catalogo pubblico o privato, mentre Hugging Face ha attivato un Discover Tool con ricerca semantica su migliaia di risorse. Google integrerà il supporto nativo nel proprio Agent Registry, segno che gli agenti stanno imparando a lavorare insieme.

Chi resta fuori dal coro

La lettura strategica è difficile da ignorare. Google, Microsoft e Salesforce non muovono undici aziende per altruismo: un mondo in cui gli agenti trovano da soli Workspace, Microsoft 365 e Salesforce CRM rafforza gli abbonamenti enterprise, riducendo la dipendenza da un solo fornitore di modelli. È la stessa logica vista pochi giorni prima nel Project Glasswing di Anthropic, poi bloccato da Washington.

I rischi, però, non sono scomparsi: si sono solo spostati. Gli esperti segnalano che la scoperta resta facile, mentre la validazione resta difficile, e nulla impedisce cataloghi fraudolenti che promettono uno strumento e ne consegnano un altro, magari dannoso. Ancorare l’identità al dominio trasforma ogni dominio aziendale in un bersaglio ad alto valore.

Per ora la specifica resta una bozza in versione 0.9, con adozione pressoché nulla fuori dai prototipi annunciati al lancio. Adesso però c’è un precedente più importante: chi scrive le regole della scoperta decide quali strumenti verranno visti gli agenti. La prossima guerra del software si combatterà dentro un file JSON nascosto sotto ogni dominio.