Nella “Guida galattica per gli autostoppisti” lo scrittore britannico Douglas Adams aveva inventato il “pesce di Babele” o Babelfish: un piccolo pesce giallo che si inserisce nel condotto uditivo delle persone, si nutre dell’energia mentale utilizzata per comporre una frase espellendo degli escrementi linguistici in una forma che permette di comprendere quanto viene detto dall’altra persona.

Invece, è stato il guardiamarina Hoshi Sato a inventare il “traduttore universale” di Star Trek, una tecnologia a dir poco essenziale nell’universo immaginario di Gene Roddenberry, perché ci sono numerosissime specie aliene e tutti invece si capiscono sempre al volo.

Gli equipaggi di Star Trek sono sempre dotati di un traduttore universale (Immagine Wikipedia)
Gli equipaggi di Star Trek sono da sempre dotati di un traduttore universale (Immagine Wikipedia)

Adesso è la volta di Apple, che vuole inserirsi in questa tradizione e integrare le funzioni già presenti sugli iPhone nell’app Traduci con le AirPods (forse il modello nuovo che uscirà quest’anno). Secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, infatti, Apple è al lavoro per realizzare una funzionalità, prevista con iOS 19 (che dovrebbe essere presentato questa estate durante la WWDC e rilasciato in autunno assieme ai nuovi iPhone 17), che permetterà chi le indossa di sentire cosa dice un interlocutore straniero nella propria lingua.

Se per esempio un italiano con AirPods sta parlando con qualcuno che parla francese, l’iPhone rileverà l’audio, tradurrà il discorso dal francese e lo trasmetterà in italiano alla persona che indossa gli AirPods. La persona che parla italiano potrà a sua volta rispondere e avere la sua risposta tradotta in francese e pronunciata ad alta voce dall’iPhone. L’app Traduci di Apple può già essere utilizzata per conversazioni come questa, ma avere la funzione inclusa negli AirPods secondo Apple semplificherà lo scambio.

Ovviamente perché tutto questo funzioni occorre che l’app Traduci sia potenziata e soprattutto che funzioni meglio di come funziona adesso, sfruttando la capacità dell’intelligenza artificiale di Apple. L’app Traduci (“Translate” nella versione originale) è stata presentata alla WWDC del 22 giugno 2020 e rilasciata ufficialmente il 16 settembre di quell’anno con iOS 14. È il front-end del servizio di traduzione che è basato sul motore neurale di Apple e quindi funziona sia online che offline. Disponibile per iPhone, iPad, per gli iPod Touch con iOS 14 e dal 2024 anche per Apple Watch, l’app traduce testo e voce tra diverse lingue, tra cui (oltre all’italiano) in inglese, spagnolo, francese, tedesco, russo, portoghese, cinese, giapponese, coreano, ucraino, polacco, arabo, olandese, indonesiano, thailandese, turco, vietnamita e, più recentemente, anche l’hindi.

Il vero problema, tuttavia, è l’AI, che è in forte ritardo e Apple sta avendo problemi anche a rispettare gli annunci già fatti per una serie di funzionalità che erano state presentate l’anno scorso e che ancora non si sono materializzate. Intanto Apple è in procinto di rilasciare Apple Intelligence in versione italiana (e in altre lingue europee).

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