È sempre su tutti i giornali: Muse è la novità di Meta, l’agente AI fortemente voluto da Mark Zuckerberg e creato da Alexandr Wang, il suo nuovo braccio destro incaricato di rilanciare l’intelligenza artificiale di Meta.
Ma cos’è Muse? E cosa fa di tanto particolare? Un assistente che risponde alle domande lo offrono ormai tutti. Muse, presentato da Meta l’8 settembre 2026, può prenotare un viaggio, compilare moduli, spedire email, comprare un oggetto e proseguire un compito anche dopo la chiusura dell’app. Meta lo chiama agente personale, e il termine indica un software (un Agente AI) che sfrutta i nuovi sistemi grazie ai quali i siti e le banche dati espongono le informazioni all’AI, per eseguire compiti per conto dell’utente, chiedendo conferma prima delle azioni delicate.
Cosa sa fare e come funziona
Il servizio non c’è da noi. Invece, è disponibile negli Stati Uniti e Canada (solo per maggiorenni) su iOS, Android e sul web (muse.ai), gratuito negli usi di base e con abbonamenti per chi ne chiede di più. Muse gestisce email, calendario, viaggi, promemoria e pratiche ripetitive, e può trasformare un reel di ricette su Instagram in una lista della spesa. Ricorda preferenze e vincoli, per esempio le intolleranze alimentari degli invitati a una cena. Una versione per le piccole imprese lo collega a strumenti come Slack, Asana e Salesforce.
Alla base c’è Muse Spark, modello di ragionamento multimodale presentato in aprile dai Meta Superintelligence Labs, la divisione guidata da Alexandr Wang, responsabile dell’intelligenza artificiale di Meta. Il 12 ottobre sono arrivati Muse Wonder e Muse Wonder Full, indicati da Meta come i modelli più capaci per gli agenti personali.

Il modello è una parte del sistema, ma c’è di più. Per ogni utente che usa Muse in realtà dietro le quinte viene creata crea una macchina virtuale Linux dedicata nel cloud, isolata dalle altre, con un browser Chromium per navigare e compilare moduli. Le azioni verso le app esterne e il traffico in uscita passano da Sentinel, un agente separato che può consentirle, bloccarle o sottoporle all’utente. Il modello lavora con token che sostituiscono le password e i dati di pagamento; le credenziali vere non vengono esposte e subentrano al momento giusto, dopo l’autorizzazione. Ogni acquisto richiede l’approvazione umana e passa dal servizio Link di Stripe, che genera un numero di carta monouso.
Perché Meta ci punta
Meta può mettere l’agente dove miliardi di persone passano già il tempo. L’azienda ha annunciato l’arrivo di Muse sugli occhiali AI e indica WhatsApp tra i punti di accesso, accanto a Instagram e Facebook.
Il fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg lo ha descritto come il “centro della strategia di intelligenza artificiale dell’azienda“. La scommessa è che gli utenti deleghino ricerche, prenotazioni e acquisti, con ricavi da abbonamenti, interfacce per sviluppatori e transazioni oltre alla pubblicità.
Il confronto con gli altri
| Assistente | Strategia |
|---|---|
| ChatGPT | Browsing agentico spostato nell’app desktop, nell’estensione per Chrome e in Codex, dopo la chiusura del browser Atlas il 9 agosto 2026 |
| Gemini | Integrato in Chrome, ricerca e Android; il progetto Mariner, chiuso a maggio 2026, è confluito in Gemini Agent |
| Siri | Siri AI con contesto personale e azioni tra le app; secondo Reuters Apple prevede di aprirla a Gemini e Claude |
| Copilot | Agenti dentro Word, Excel, PowerPoint e Outlook; Copilot Cowork nasce con Anthropic |
| Claude | Modelli e agenti per imprese e programmazione, distribuiti anche tramite Microsoft |
Meta ha dalla sua la distribuzione consumer e il contesto sociale.
I rischi
Meta afferma che conversazioni e dati della macchina virtuale non vanno ai sistemi pubblicitari, e che l’utente può scegliere le app collegate, revocare gli accessi, cancellare i ricordi e consultare il registro delle azioni. Restano tuttavia alcuni punti aperti, ammessi dalla stessa azienda.
La prompt injection, cioè le istruzioni ostili nascoste in pagine o file letti dall’agente, è un problema irrisolto per l’intero settore (il bug bounty di Meta paga fino a 300mila dollari). L’attività web di Muse può apparire come attività dell’utente e influenzare la pubblicità che vede. Le traiettorie dell’agente possono servire ad addestrare nuovi modelli, dopo la rimozione dei dati identificativi e salvo opt-out. La Muse Confidential VM, con cifratura controllata dall’utente e inaccessibile perfino a Meta, è promessa ma non era disponibile al lancio.
Muse è la scommessa di Meta sul periodo successivo ai chatbot: un agente AI capace di eseguire compiti. Il vantaggio è la distribuzione. L’esito dipenderà dall’affidabilità dell’agente e dalla fiducia di chi dovrà affidargli email, carta di pagamento e abitudini.
Alcune fonti di questo articolo:
- https://about.fb.com/news/2026/09/introducing-muse-personal-ai-agent/
- https://ai.meta.com/blog/introducing-muse-spark-msl/
- https://research.meta.ai/blog/muse-wonder
- https://research.meta.ai/blog/security-and-safety-for-ai-agents-our-approach-with-muse
- https://www.cnbc.com/2026/09/29/meta-launches-muse-for-small-business-zuckerberg-pushes-enterprise-ai.html
- https://help.openai.com/en/articles/20001371-evolving-atlas-into-chatgpt-for-browser-based-agentic-work
- https://startupfortune.com/googles-mariner-shutdown-shows-the-agent-market-is-pivoting-from-browser-chaos-to-workflow-integration/
- https://www.reuters.com/business/microsoft-taps-anthropic-copilot-cowork-push-ai-agents-2026-03-09/
- https://www.reuters.com/business/apple-plans-open-siri-rival-ai-services-bloomberg-news-reports-2026-03-26/
- https://www.apple.com/newsroom/2026/09/siri-ai-a-profoundly-more-capable-and-personal-assistant-is-here/

