Oura, l’azienda finlandese che si è praticamente inventata il settore degli smart ring, sembra che abbia deciso di entrare con decisione nel mercato degli occhiali a realtà aumentata. Non è una cosa da poco, visto che detiene il 74% del mercato degli anelli smart. E che negli Usa oggi viene considerata dall’amministrazione Trump come “un apparecchio che dovrebbe essere usato da tutti“. Ecco in breve cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi.
Un brevetto, non un prodotto
A inizio febbraio 2026 è stata pubblicata una domanda di brevetto depositata da Oura Health Oy che descrive un sistema indossabile inedito: occhiali a realtà aumentata abbinati allo smart ring già sul mercato, controllati attraverso gesti dell’anello come ruotare il dito o chiudere il pugno. Il dispositivo visualizzerebbe metriche di salute in tempo reale nel campo visivo di chi lo indossa: frequenza cardiaca, temperatura corporea, dati di movimento. L’hardware descritto comprende fotocamere, lenti integrate, microfoni, altoparlante e un sistema di proiezione visiva. L’anello funzionerebbe anche come chiave di identità: senza di esso nelle vicinanze, gli occhiali rimarrebbero bloccati per proteggere i dati dell’utente.
Il dettaglio più significativo riguarda la composizione del team che ha firmato il brevetto: diversi degli inventori indicati nella documentazione dei brevetti hanno lavorato in precedenza nei reparti di realtà aumentata di Meta. Non si tratta di un deposito speculativo, insomma, ma di un progetto che porta con sé competenze costruite dentro i laboratori del principale concorrente nel segmento AR. Oura figura come unico richiedente del brevetto, non come collaboratore, il che secondo gli osservatori del settore indica una seria intenzione di sviluppo proprietario.
Come funzionerebbe il sistema
L’idea alla base del brevetto è quella di un ecosistema strettamente integrato in cui l’anello raccoglie dati fisiologici mentre gli occhiali osservano l’ambiente circostante, permettendo interpretazioni più ricche della salute personale. Se la frequenza cardiaca di chi lo indossa aumenta durante il pranzo, gli occhiali potrebbero riconoscere il contesto visivo e registrare l’attività metabolica insieme ai parametri biometrici. Il sistema è pensato come estensione naturale dell’architettura già esistente dell’Oura Ring 4, che usa un array a fotopletismografia a infrarossi (PPG) a 18 percorsi multi-lunghezza d’onda, con campionamento fino a 250 misurazioni al secondo e affidabilità del 99,9% rispetto a un elettrocardiogramma medicale per la frequenza cardiaca a riposo.
La mossa si inserisce in una strategia più ampia che Oura ha già avviato con la collaborazione con Dexcom, orientata a integrare segnali metabolici come il glucosio continuo con il profilo di sonno, stress e attività derivato dall’anello. L’obiettivo dichiarato è costruire un ecosistema multi-dispositivo in cui l’anello resta il sensore identitario e continuo, mentre altri apparecchi aggiungono contesto ambientale e nuove interfacce. Non è l’unica azienda a muoversi in questa direzione: Samsung starebbe sviluppando capacità simili per il suo Galaxy Ring, con l’obiettivo di controllare i futuri occhiali AR del proprio ecosistema.
Il contesto: mercato, lobby e Washington
Oura Health nasce nel 2013 a Oulu, in Finlandia, e oggi vale circa undici miliardi di dollari dopo un maxi-round da oltre 900 milioni guidato da Fidelity nell’ottobre 2025. Controlla il 74% del mercato globale degli smart ring, con concorrenti come Ultrahuman e Samsung fermi intorno al 9% ciascuno. Tre quarti della torta, dunque: ma quanto è grande la torta? Nel 2025 il mercato degli smart ring è cresciuto di quasi il 50% anno su anno, contro un incremento intorno al 6% degli smartwatch, segnale che la categoria ha raggiunto una fase di adozione di massa.

Negli Usa, nel frattempo, Oura ha acquisito un peso politico insolito per un’azienda europea. A partire dal 2024 ha aumentato la spesa annuale in lobby da 40mila dollari a oltre un milione, con l’obiettivo principale di influenzare la Food and Drug Administration (FDA) per una revisione delle norme sui wearable. L’anello Oura ricade oggi nella categoria dei “prodotti per il benessere generale“, che non richiede la certificazione FDA; ma i dispositivi in commercio sarebbero già in grado di rilevare ipertensione e apnea notturna, funzioni che farebbero scattare la classificazione come dispositivo medico, con le conseguenti restrizioni.
Tom Hale, amministratore delegato di Oura, ha proposto lo scorso dicembre sul Wall Street Journal la creazione di una terza categoria per i “digital health screeners“, ovvero prodotti capaci di avvisare gli utenti di un problema senza arrivare alla diagnosi. A gennaio 2026 la FDA ha rivisto in parte le sue regole, consentendo in alcuni casi ai wearable di misurare pressione sanguigna e glicemia senza passare per l’iter di approvazione dei dispositivi medici.
L’endorsement di RFK Jr. e le ombre sui dati
Ma non è finita, perché questo settore in cui tutti i big del tech cercano di conquistare una posizione centrale, riserva anche altre sorprese. Il movimento politico che ha spinto più di ogni altro la diffusione degli smart ring negli Usa è il “MAHA” (Make America Healthy Again), la corrente del trumpismo guidata da Robert F. Kennedy Jr., attuale segretario alla Salute statunitense. Kennedy Jr. ha dichiarato di voler portare tutti gli americani a indossare un wearable entro quattro anni, vedendo nel monitoraggio continuo dei parametri fisici uno strumento per ridurre i costi sanitari federali.
L’adozione di questi dispositivi, tuttavia, non si limita alla destra: per esempio, anche la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez indossa un anello Oura. Nel 2024 l’azienda ha siglato un accordo con il dipartimento della Difesa statunitense, diventato il suo principale cliente, per la fornitura di anelli come benefit per soldati e alcuni dipendenti.
Proprio quest’ultimo accordo ha sollevato questioni più delicate. La collaborazione con il dipartimento della Difesa prevede anche un coinvolgimento di Palantir, l’azienda di analisi dei dati nota per i suoi rapporti con governi e apparati militari. Oura ha smentito qualsiasi condivisione dei dati degli utenti con Palantir e ha dichiarato di rispettare le norme vigenti in materia di privacy sia negli Usa che nell’Unione Europea. Rimane aperta, però, la questione di fondo: un sensore che raccoglie dati fisiologici in tempo reale, 24 ore su 24, pone interrogativi sulla gestione delle informazioni che un brevetto per occhiali AR non farà che amplificare.
Alcune fonti di questo articolo:
- https://www.businesswire.com/news/home/20251014306417/en/URA-Raises-Over-$900M-to-Accelerate-Global-Expansion-and-Health-Innovation
- https://gadgetsandwearables.com/2026/02/03/oura-ar-smart-glasses/
- https://www.t3.com/active/fitness-trackers/oura-smart-glasses-patent-0226
- https://ouraring.com/blog/oura-itc-case/
- https://ouraring.com/how-it-works
- https://ouraring.com/blog/ring-technology/
- https://ouraring.com/blog/technology-in-oura-ring-4/
- https://en.wikipedia.org/wiki/Oura_Health
- https://sacra.com/c/oura/
- https://omdia.tech.informa.com/blogs/2025/nov/empowering-the-health-and-fitness-ecosystem-with-smart-rings
- https://www.businesswire.com/news/home/20251014306417/en/URA-Raises-Over-$900M-to-Accelerate-Global-Expansion-and-Health-Innovation
- https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-01-05/smart-rings-poised-for-2026-growth-oura-set-to-lead
- https://www.saatva.com/blog/oura-ring-review/
- https://www.accio.com/business/best-selling-oura-ring
- https://tech.yahoo.com/wearables/articles/android-users-care-smart-rings-170000909.html

