Mentre il mondo continua a dibattere su litio, cobalto e terre rare, a Singapore qualcuno ha deciso di cambiare completamente prospettiva. Flint, startup fondata nel 2023, ha avviato la produzione su scala industriale di batterie realizzate con cellulosa, completamente biodegradabili e prive di sostanze perfluoroalchiliche. L’annuncio è arrivato al CES 2026 di Las Vegas, dove l’azienda ha presentato i primi prodotti commerciali dopo aver raccolto due milioni di dollari da investitori distribuiti in nove paesi diversi.
La tecnologia si basa su un principio apparentemente semplice ma difficile da realizzare: utilizzare la cellulosa come base strutturale per creare celle ricaricabili che funzionano come le batterie tradizionali ma su un foglio ultrasottile e flessibile. Il processo di manifattura è interamente a base acquosa, elimina anche il rischio di incendi ed esplosioni, e produce celle con anodo in zinco e catodo in manganese. Niente litio, niente nichel, niente cobalto. Solo materiali rinnovabili integrati con idrogel e nanotubi di carbonio per massimizzare la superficie elettrodica e migliorare il flusso di elettroni.

La sfida delle prestazioni
I numeri dichiarati da Flint sono più che competitivi per applicazioni a basso e medio consumo. La densità energetica raggiunge i 220-226 wattora per chilogrammo e 410 wattora per litro, valori paragonabili ad alcune batterie agli ioni di litio di fascia consumer. La tensione massima si attesta a 1,5 volt per cella, con capacità che nei prototipi toccano i 600 milliampereora e una durata stimata di mille cicli di carica-scarica. Il range di temperature operative è doppio rispetto alle batterie standard, mentre il costo per chilowattora risulta 1,8 volte inferiore a quello delle soluzioni al litio, con un obiettivo di circa 28 dollari.
L’azienda ha già stretto partnership con Logitech, Amazon Devices e Dassault Systèmes per programmi pilota. Il primo prodotto commerciale sarà un tracker portatile realizzato in collaborazione con Nimble, che debutterà nel 2026. L’impianto produttivo di Singapore si estende su circa settecento metri quadrati e utilizza processi compatibili con le linee di assemblaggio esistenti per batterie agli ioni di litio, facilitando una transizione graduale per i produttori.
Un mercato da conquistare
Il settore delle batterie monouso rappresenta un mercato enorme. Le pile alcaline e zinco-carbonio costituiscono circa l’80 percento del volume consumer globale, alimentando telecomandi, torce, giocattoli e milioni di altri dispositivi. Questo segmento genera ogni anno tonnellate di rifiuti difficili da smaltire, con tassi di riciclo inferiori al cinque percento. Le batterie di cellulosa di Flint si biodegradano completamente nel terreno in quattro-sei settimane dopo la rimozione delle parti non compostabili, offrendo una soluzione al problema dell’accumulo di rifiuti elettronici.
La competizione con le batterie ricaricabili al nichel-metallo idruro e quelle agli ioni di litio di formato AA equivalente resta aperta. Le prime offrono capacità comprese tra duemila e duemilacinquecento milliampereora con circa cinquecento-mille cicli, le seconde superano i tremila milliampereora ma mantengono il problema dell’infiammabilità e della dipendenza da catene di approvvigionamento critiche. Le celle a base di cellulosa pesano tra il 30 e il 50 percento in meno rispetto alle alternative al litio, con valori intorno ai 15-20 grammi per unità in formato AA.
Confronto Specifiche Tecniche
| Tipo Batteria | Costo per kWh | Densità Energetica (Wh/kg; Wh/L) | Peso (AA tipica) | Autonomia (Cicli/Capacity) | Ambiti Applicazione Principali |
|---|---|---|---|---|---|
| Cellulosa (Flint) | ~$28 (1.8x più economico Li-ion) | 220-226 Wh/kg; 410 Wh/L | 15-20g (leggera, flessibile) | 1.000 cicli; 600 mAh | IoT, tracker, wearables, sensori; biodegradabile, sicura |
| Alcaline (Zinco-MnO2) | $40-60 | 100-150 Wh/kg; 300-400 Wh/L | 23g | Non ricaricabile; 2.000-3.000 mAh | Telecomandi, torce, giocattoli; economico ma non riciclabile |
| Zinco-Carbonio | $20-40 | 50-80 Wh/kg; 150-250 Wh/L | 22g | Non ricaricabile; 1.000-2.000 mAh | Dispositivi low-drain; più economico ma bassa performance |
| NiMH Ricaricabile | $100-150 | 60-120 Wh/kg; 140-300 Wh/L | 30g | 500-1.000 cicli; 2.000-2.500 mAh | Fotocamere, giocattoli RC; robusta ma auto-scarica |
| Li-ion Consumer (18650/AA equiv.) | $50-100 | 200-260 Wh/kg; 500-700 Wh/L | 45g | 500-2.000 cicli; 3.000+ mAh | Power bank, tool cordless; alta densità ma infiammabile, non bio |
La ricerca globale sulla cellulosa
Flint non è sola a lavorare in questa direzione. L’Università di Linköping in Svezia sviluppa batterie flessibili combinando cellulosa con polimeri conduttivi, mentre BillerudKorsnäs collabora con l’Università di Uppsala per produrre celle direttamente su macchine da carta standard. Negli Stati Uniti, l’Università del Maryland studia aerogel di cellulosa per migliorare le proprietà elettrochimiche, e l’Università di Tokyo integra materiali rinnovabili per ridurre peso ed aumentare l’efficienza. In Europa, Skeleton Technologies lavora su materiali bio-based non tossici con manifattura acquosa nell’ambito del progetto Woodcell.
Oggi noi diamo per acquisite le attuali tecnologie delle batterie, anche perché hanno una diffusione pervasiva nelle nostre vite. Eppure, la loro storia è relativamente breve: inizia nel 1800 con la pila di Alessandro Volta, primo generatore di corrente continua basato su dischi di zinco e argento separati da cartone imbevuto di salamoia. Nel 1866 Georges Leclanché crea una cella porosa con biossido di manganese che diventerà il precursore delle pile moderne, mentre negli anni Ottanta dell’Ottocento Carl Gassner inventa la prima cella a secco sigillata.
Negli ultimi trent’anni non ci sono state innovazioni radicali. Finora, perlomeno. Le batterie di carta emergono come concetto di ricerca nel 2007, quando vengono esplorati i primi spacer di cellulosa e nanostrutture ad alta superficie. Dal 2010 gli studi sui derivati cellulosici come separatori per batterie al litio migliorano porosità e sicurezza termica, preparando il terreno per la produzione commerciale che Flint sta lanciando oggi.
Il futuro è biodegradabile
L’obiettivo dichiarato è sostituire le pile alcaline formato AA e AAA a partire dalla seconda metà del 2026, sfruttando performance paritarie e impatto ambientale azzerato. Le normative europee e statunitensi sul bando delle sostanze perfluoroalchiliche previsto per il 2026 accelereranno probabilmente questa transizione. Flint punta a mercati come Internet delle cose, dispositivi indossabili e sensori, dove la sicurezza intrinseca delle celle (niente fughe, niente rischio incendio) e la flessibilità fisica rappresentano vantaggi concreti rispetto alle soluzioni tradizionali.
Restano però fuori dal radar applicazioni ad alta potenza come veicoli elettrici, computer portatili e utensili cordless professionali, dove la densità energetica delle batterie al litio di fascia automotive rimane imbattibile. Ma per tutto il resto, dalla domotica ai tracker fitness, dalle fotocamere agli speaker portatili, la cellulosa potrebbe davvero rappresentare l’alternativa che il pianeta aspettava da tempo.
Alcune fonti di questo articolo:
- https://www.prnewswire.com/news-releases/flints-paper-batteries-are-here-now-in-production-now-available-302651613.html
- https://en.wikipedia.org/wiki/Paper_battery
- https://www.linkedin.com/posts/the-battery-magazine_flint-begins-production-of-sustainable-paper-activity-7413110035267956736-V1HF
- https://www.linkedin.com/posts/heather-anne-scott_singapores-flint-begins-manufacturing-compostable-activity-7413598935421857792-Eshd
- https://forumnordic.com/finland/leading-nordic-other-innovators-in-cellulose-based-paper-batteries-are-revolutionizing-energy-storage-with-sustainable-solutions/
- https://www.skeletontech.com/news/skeleton-powers-europes-bio-based-battery-economy-with-woodcell-project
- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666893920300013
- https://www.acs.org/education/whatischemistry/landmarks/drycellbattery.html
- https://newatlas.com/energy/paper-battery-packs-lithium-energys-via-all-renewable-materials/

