Praticamente sono dei gemelli diversi. I cittadini italiani hanno a disposizione due strumenti molto simili ma al tempo stesso completamente differenti per entrare in contatto online con la pubblica amministrazione e molti servizi erogati anche da privati: lo Spid e la CIE.

Abbiamo anche dei dati aggiornati a ottobre-novembre 2025 sulla loro diffusione: circa 41,5 milioni di Spid attivi e 48,4 milioni di CIE in corso di validità, con circa 9 milioni di CIE abilitate per l’uso digitale tramite app CieID. Questi numeri sono forniti dall’Osservatorio Digital Identity del Politecnico di Milano.

La domanda a questo punto è facile: perché due? Nel senso: il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) e la Carta d’Identità Elettronica (CIE), sono entrambi due strumenti di identificazione anche digitali del cittadino per accedere ai servizi e sembrano in sovrapposizione. La quasi totalità dei siti ai quali si può accedere permette di farlo con entrambi i sistemi. Quindi, perché sono due? E comunque, qual è meglio?

Una nota a pie’ di pagina

In realtà ci sarebbe anche un terzo meccanismo, quello della Carta Nazionale dei Servizi o CNS, di cui non parliamo qui se non brevemente adesso. Si tratta di un certificato digitale rilasciato da un ente pubblico che si installa su un chip posto generalmente su una tessera modello carta di credito: alcune tessere sanitarie, ad esempio, ma non tutte. Infatti, sono veramente poche quelle che ne sono dotate, spesso anche in maniera inconsapevole da parte del cittadino.

Torniamo a Spid e CIE, che sono i principali sistemi di identità digitale italiana, con caratteristiche, pro e contro distinti per usi online e fisici. I due sistemi, infatti, differiscono per natura, emissione e modalità d’uso. Cominciamo però con la loro storia.

La tecnologia dei servizi

AspettoCIESPID
NaturaFisica (smart card con chip) + appSolo digitale (credenziali online)
EmissioneComuni, con foto e impronte; gratuita dopo costo iniziale (ca. 20-30€)Provider privati (es. Poste, Aruba); attivazione gratuita o a pagamento
AutenticazioneLivello 3 (PIN/PUK + NFC/smartphone/lettore)Fino a 3 livelli (password/OTP/app/biometria)
Validità3 anni (<3 anni), 5 anni (3-18 anni), 10 anni (adulti)2 anni o illimitata (dipende dal provider, tacito rinnovo)​
RilascioIn persona al Comune, tempi 2-4 settimaneOnline o in presenza, immediato o rapido

Storia della CIE e dello Spid

La CIE è stata introdotta nel 2016 come evoluzione della carta d’identità cartacea, emessa dai Comuni su standard europeo eICard per sostituire gradualmente il vecchio formato. SPID è stato attivato nel 2016 dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) come sistema federato gestito da provider accreditati, per uniformare l’accesso online ai servizi PA. Dal 2025-2026, con l’IT Wallet, la CIE assumerà un ruolo centrale, sostituendo gradualmente SPID come identità unica digitale.

Nel frattempo, a partire dal 2025 sono stati introdotti dei costi per l’emissione e l’uso dello Spid (all’inizio era tutto gratuito). Attualmente è previsto che sia gratuito il livello di autenticazione 1-2 (quello usato dalla maggior parte dei cittadini) mentre c’è un addebito di 5-20 euro all’anno per il livello 3.

Il sistema della CIE è completamente diverso. Mentre lo Spid è nato con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2014 e poi attivato dall’Agenzia Italia Digitale alla fine del 2015, che ha provveduto ad accreditare i primi tre provider (oggi sono circa 10), la carta di identità elettronica ha una storia completamente diversa.

Come il suo antenato cartaceo, la CIE viene sempre rilasciata dagli ottomila comuni in cui vivono i cittadini italiani, è realizzata fisicamente dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato mentre l’infrastruttura tecnologica retrostante è del ministero degli Interni. Ha un costo di emissione ma poi rimane sempre gratuita e permette tutti e tre i livelli di autenticazione. Dura dieci anni per gli adulti e viene gestita, nella versione elettronica, tramite l’app IO. Permette anche servizi ulteriori come la firma elettronica avanzata gratuita e la futura integrazione nell’IT Wallet.

Senza contare che sarà obbligatoria per tutti i cittadini italiani, infatti la carta di identità cartacea dall’estate del 2026 non sarà più valida per gli espatri o i servizi digitali avanzati e, a scadenza, non viene più rinnovata in quel formato. È possibile il rinnovo anticipato fino a 180 giorni prima.

Riassunto Comparativo

AspettoSPIDCIE
DefinizioneSistema federato di credenziali digitali online gestito da provider privati accreditati AgID.Carta d’identità elettronica fisica (smart card con chip) emessa dai Comuni, con app per usi digitali.
Caratteristiche principaliLivelli 1-3 (password/OTP/app); rilascio rapido online/in presenza; validità 2 anni o illimitata; multi-provider.Autenticazione livello 3 (PIN/NFC/biometria); usi fisici (viaggi/ID); firma elettronica; validità 3-10 anni.
ProVeloce/pratico per web; flessibile (scelta provider/backup); firma qualificata accettata; immediato.Sicura (chip fisico); multifunzionale (fisico/digitale); gratuita post-emissione; futura integrazione IT Wallet.
ControCosti dal 2025 (5-20€/anno livello 3); dipendenza provider; graduale dismissione (forse); meno per usi fisici.Rilascio burocratico/lento (Comune); richiede NFC/smartphone; firma non universale; costo iniziale 20-30€.

La fine della missione

Chi vince la guerra delle credenziali elettroniche? Certamente la CIE, cioè lo strumento “naturale” perché legato alla carta di identità. E allora come mai è stato fatto lo Spid? Una spiegazione possibile è che, ai tempi (2014) le infrastrutture tecnologiche erano in ritardo e, per far presto, si è deciso di appaltare i servizi a una serie di soggetti esterni (i provider come Poste) con una logica di federazione di più fornitori anziché un appalto unico che poi avrebbe vincolato a un’unica azienda.

Il punto però è che il momento storico è cambiato, il ministero dell’Interno ha le infrastrutture giuste e adesso è possibile transitare tutti nella modernità delle carte di identità elettroniche, anche e soprattutto in vista dell’IT Wallet europeo, e salutare lo Spid.

Un trick per tutti: attivando gratuitamente la CIE è possibile agganciarla allo smartphone e utilizzare anche la funzione di firma elettronica dei documenti tramite una app gratuita. Questo consente di risparmiare ad esempio sui servizi di firma elettronica a pagamento forniti dai soggetti terzi.

Alcune fonti di questo articolo: