Mozilla guadagna poco più di mezzo miliardo di dollari all’anno. L’85% di questi soldi arriva da Google, che paga per essere il motore di ricerca predefinito su Firefox. Un accordo che dura dal 2005 e che oggi tiene in vita il principale concorrente di Chrome.
È un vero e proprio paradosso: Firefox, uno dei due grandi browser indipendenti dal mondo Google (l’altro è Safari di Apple, che peraltro ha un accordo simile), sopravvive grazie ai soldi di Google. Una contraddizione che potrebbe presto diventare un problema esistenziale per Mozilla.
La minaccia del processo antitrust
Una sentenza di un tribunale statunitense ha stabilito che gli accordi di Google con Mozilla (e con Apple per Safari) sono uno strumento per mantenere il monopolio nei motori di ricerca. Il dipartimento di Giustizia americano sta valutando rimedi drastici: impedire a Google di pagare per essere il motore predefinito sui browser o addirittura costringerla a vendere Chrome.
In una intervista Eric Muhlheim, direttore finanziario di Mozilla, ha definito entrambi gli scenari “spaventosi“. Senza l’accordo con Google, Firefox rischierebbe di scomparire. Alternative come Bing porterebbero ricavi molto inferiori, insufficienti per sostenere lo sviluppo del browser.
Come fa i soldi Google
La maggior parte dei guadagni di Google derivano dalla pubblicità. E questa non dipende tanto dai servizi cloud, dalla posta elettronica Gmail o dal browser Chrome (per tacer degli smartphone Pixel e del sistema operativo Android), quanto dai servizi di ricerca. Google Search, YouTube e Google Ads contano per il 76,5% del fatturato dell’azienda. Google Search da solo vale il 57,3%.
Soprattutto, non ci sono praticamente concorrenti. In tutto il mondo, più di 9 ricerche su 10 vengono effettuate su Google Search. Da ciò Google ricava un’incredibile quantità di entrate ed è per questo che l’azienda di Mountain View è più che desiderosa di pagare perché il suo motore di ricerca venga installato di default anche nei browser della concorrenza. In questo modo non importa quale sistema usino gli utenti, alla fine vengono profilati e vedono sempre la pubblicità derivante dalle ricerche fatte su Google Search.
Perché Firefox conta
Firefox rappresenta l’unica vera alternativa ai browser controllati dai grandi colossi del tech. È indipendente, è “libero”, soprattutto è non profit. Mentre Chrome, Edge, Opera e Vivaldi si basano tutti sul motore Chromium di Google, Firefox usa Gecko, un motore indipendente sviluppato da Mozilla (Safari utilizza il suo motore, WebKit).
Questa diversità tecnologica è cruciale per evitare un monopolio completo di Google nel web. Firefox blocca i tracker per proteggere la privacy degli utenti e si presenta come “l’unico grande browser a non essere finanziato da un’azienda miliardaria“. In realtà, le cose non stanno esattamente così, come abbiamo visto: il finanziamento è indiretto ma c’è, anche se apparentemente non lede l’autonomia di Mozilla.
Tutto questo, infatti, è reso possibile grazie alla strategia messa in piedi da Mozilla, che rivendica la sua natura ibrida. Da un lato, infatti, c’è la non profit Mozilla Foundation, custode dei valori open source, dall’altro c’è invece Mozilla Corporation, che gestisce gli aspetti commerciali. Una struttura a “due teste” che dovrebbe garantire l’indipendenza dalle pressioni di mercato.
Un futuro incerto
Mozilla sta già preparandosi al peggio. A maggio ha chiuso Pocket e Fakespot, due servizi secondari, per concentrarsi su Firefox. Nel frattempo, nuovi concorrenti spuntano come funghi: startup dell’intelligenza artificiale lanciano browser basati su AI, mentre Google e Microsoft integrano le loro AI nei rispettivi browser. Mozilla no, non direttamente almeno.
La sfida è doppia: resistere alla pressione economica e rimanere competitiva in un mercato che cambia rapidamente. Firefox detiene circa l’8% del mercato globale dei browser, una quota modesta ma significativa per mantenere la concorrenza.
Se Google non potrà più pagare Mozilla e Firefox scomparirà, il web rischierà di perdere molta diversità ed essere ancora più monopolizzato da due pochissime tecnologie in mano ai grandi. Un paradosso che dimostra quanto sia fragile l’equilibrio dell’ecosistema digitale, dove anche i concorrenti dipendono dai giganti che dovrebbero combattere.
Alcune fonti di questo articolo:
- https://www.bbc.com/news/technology-16284196
- https://hexus.net/business/news/internet/33028-mozilla-signs-new-three-year-deal-google/
- https://www.reddit.com/r/degoogle/comments/1kes13q/can_firefox_do_without_google/
- https://www.deccanchronicle.com/technology/in-other-news/no-firefox-without-google-search-deal-says-mozillas-cfo-1877311
- https://www.theverge.com/news/660548/firefox-google-search-revenue-share-doj-antitrust-remedies
- https://www.indiatoday.in/technology/news/story/no-google-no-firefox-firefox-may-disappear-without-google-search-deal-mozilla-warns-2718946-2025-05-03
- https://tuta.com/it/blog/will-ban-on-google-payments-kill-mozilla-firefox
- https://www.bloomberg.com/news/newsletters/2023-05-05/why-google-keeps-paying-mozilla-s-firefox-even-as-chrome-dominates