Esiste un tributo che grava su ogni dispositivo elettronico acquistato in Italia, calcolato sulla base di un comportamento che quasi nessuno tiene più. Il compenso per copia privata nasce dall’idea che chi compra un supporto di memoria probabilmente lo utilizzerà per duplicare opere protette dal diritto d’autore. Un’ipotesi ragionevole negli anni Novanta, quando i masterizzatori CD andavano forte e Napster era il nemico pubblico numero uno dell’industria discografica. Ma oggi?

Il primato italiano

Negli ultimi anni lo streaming ha dominato i consumi digitali e le piattaforme remunerano già gli autori attraverso le licenze, eppure la gabella resiste e prospera. Secondo una proposta di revisione delle attuali tariffe, entro il 2026 la tassa sulla copia aumenterà tra il 16 e il 40 per cento: un hard disk esterno da 2 terabyte costerà 21 euro di solo compenso, uno smartphone ad alta capacità ne pagherà quasi 10 anche se venduto come ricondizionato, cioè usato (vale a dire: una doppia tassazione). E poi, per la prima volta, il prelievo si estende al cloud storage, con tariffe mensili a carico dei provider che finiranno inevitabilmente sui consumatori.

Il confronto con gli altri Paesi europei racconta una storia di sproporzione evidente. In Francia lo stesso hard disk esterno da 2 terabyte paga 6 euro di compenso, in Germania 4,44 euro, in Spagna 6,45 euro, in Belgio 5 euro. I Paesi Bassi applicano appena 90 centesimi.

Per gli hard disk interni la disparità diventa grottesca: Francia, Germania, Olanda e Belgio non prevedono alcun prelievo, mentre l’Italia ne chiede fino a 20 euro.

Paesi Ue con levy simile

PaeseEsempi tariffe (HDD esterno da 2TB)Percentuale vs Italia attuale
Francia6€~33% di Italia (18€)
Germania4,44€~25%
Spagna6,45€~36%
Belgio5€~28%
Paesi Bassi0,90€~5%
Portogallo/SveziaLevy presente, tariffe moderateInferiori al 50%

Per HDD/SSD interni, Francia, Germania, Olanda e Belgio applicano zero, contro i 18-20€ dell’Italia

Fuori dall’Europa

Oltre i confini del continente il meccanismo semplicemente non esiste o assume forme del tutto residuali. Gli Stati Uniti non prevedono tasse sull’hardware e gestiscono il diritto d’autore attraverso licenze digitali e il sistema DMCA. Il Giappone si affida ad accordi volontari con le collecting society come JASRAC, senza obblighi di legge. Il Canada ha abolito nel 2013 il levy (il termine con il quale i paesi anglosassoni chiamano “l’equo compenso”) sui supporti digitali, mantenendolo solo su CD e DVD vergini con importi irrisori. La Svizzera applica tariffe moderate, nell’ordine di 4-6 franchi.

Queste asimmetrie producono effetti prevedibili e documentati: incentivano gli acquisti transfrontalieri, penalizzano i rivenditori italiani costretti a rispettare le tabelle ministeriali e generano una rendita di posizione priva di corrispondenza con l’utilizzo reale dei dispositivi. L’Istituto Bruno Leoni lo definisce un auto-dazio, una tassa sul contenitore che ignora il contenuto.

Riassunto cambiamenti e costi

CategoriaModifiche principaliCosti esempi (nuove tariffe, aumento %)
Smartphone/TabletAumenti fissi per capacità storage; tutti i modelli polifunzionali colpitiFino 256GB: 8,06€ (+17%); >2TB: 9,69€ (+40%)
PC fissi/portatiliTariffa base maggiorata su tutti con storage6,07€ (+17%)
HDD/SSD esterniScalatura per GB più alte; esteso a ricondizionati250-500GB: 3,04€; 500GB-1TB: 5,84€; >2TB: 21,02€ (+17%)
Cloud storagePrima applicazione: tariffa mensile per GB (provider versa, utenti pagano indirettamente)1-500GB: 0,0003€/GB/mese; >500GB: 0,0002€/GB (max 2,40€)
TV/Decoder PVRAumento su funzione registrazione4,67€ (+ vari%)
Schede SD/microSDPer GB, su tutte le capacità>64GB: 0,08€/GB circa
Smartwatch/wearableSolo con audio/storage2,5-6,5€

Doppia imposizione

L’estensione ai dispositivi ricondizionati completa il quadro paradossale: un telefono rigenerato pagherebbe il tributo due volte, al primo acquisto e poi alla seconda vita commerciale. Se ci si pensa bene, il senso di questo aumento dell’equo compenso è paradossale anche per un altro motivo: mentre l’Europa spinge sulla digitalizzazione, l’Italia sceglie di tassare proprio gli strumenti che la rendono possibile, trasformando un anacronismo burocratico in barriera economica permanente.

Variazioni per gli smartphone

Memoria internaTariffa precedente (€)Nuova tariffa (€)Aumento %
Fino a 8 GB2,903,39+16,9%
128–256 GB6,908,06+16,8%
Oltre 2 TB6,909,69+40,4%
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