C’è una “scienza magick” dei Tarocchi? Ovviamente no. E, aggiungiamo, se funzionino davvero o siano solo un’illusione non è neanche la domanda giusta, la cui risposta è, ovviamente, no, sono un’illusione. Invece, la questione più interessante è un’altra: questo antico sistema di immagini simboliche, al di là di ogni valenza divinatoria o manipolatoria, può servire come strumento legittimo di esplorazione psicologica? La risposta, almeno secondo una parte della ricerca contemporanea, è sì.
Rispondere a questa seconda domanda è estremamente interessante, come potrete leggere qui sotto. E ci aiuta la storia dei Tarocchi.
C’era una volta
Tutto cominciò come un gioco di corte. Intorno al 1440, nelle corti di Milano e Ferrara, comparve un mazzo di carte arricchito da ventidue figure allegoriche chiamate “trionfi”: erano aggiunte ai comuni mazzi con semi italiani, concepite per partite di presa simili alla briscola, non certo per interrogare il destino. I mazzi più antichi ancora oggi conservati, come i Visconti-Sforza dipinti da Bonifacio Bembo, erano oggetti di lusso destinati all’intrattenimento nobiliare. Delle profezie, nemmeno l’ombra.
L’equivoco esoterico arriva più tardi ed è opera di due figure del Settecento francese. Antoine Court de Gébelin, nel suo Le Monde Primitif del 1781, sostenne senza alcuna base filologica che i Tarocchi discendevano dai leggendari “Libri di Thoth”, antichi testi egizi di sapienza perduta. Jean-Baptiste Alliette, noto come Etteilla, commercializzò l’idea con grande abilità imprenditoriale, codificando pratiche divinatorie e costruendo attorno alle carte un’aura mistica che serviva soprattutto i suoi affari. La storia vera era ben più prosaica: le carte erano arrivate in Europa attraverso i mazzi mamelucchi, senza alcuna parentela con la Cabala o con i sacerdoti del Nilo.

Settantotto carte, una mappa dell’anima
Ma come sono fatti i Tarocchi? Il mazzo standard è composto da settantotto carte organizzate in due sezioni distinte. I ventidue arcani maggiori, numerati da 0 a 21, raffigurano archetipi come il Matto, il Bagatto, la Morte e il Mondo: figure che non rappresentano eventi, ma stati psicologici universali. I cinquantasei arcani minori si articolano in quattro semi, Coppe, Denari, Bastoni e Spade, ciascuno associato a una sfera dell’esperienza umana, rispettivamente emotiva, materiale, volitiva e intellettuale.
Questa struttura non è casuale né magica: è una struttura narrativa. Le carte funzionano come un sistema combinatorio di simboli radicati nell’iconografia medievale e rinascimentale, capace di generare infinite storie a partire da un insieme finito di elementi. È esattamente questo che ha attirato l’attenzione della psicologia del profondo.
Carl Gustav Jung dedicò riflessioni specifiche ai Tarocchi in un seminario del 1933, riconoscendovi un repertorio di immagini archetipiche affini a quelle che affiorano nei sogni e nelle fantasie (e, come sappiamo, i sogni sono legati all’inconscio e comuni a tutte le popolazioni). Nella prospettiva junghiana, le carte non predicono nulla: funzionano come uno schermo proiettivo su cui chi le consulta proietta contenuti inconsci, in modo analogo al test di Hermann Rorschach o al Gioco della Sabbia. Il meccanismo è quello della sincronicità, il concetto con cui Jung descriveva coincidenze acausali cariche di significato soggettivo: la carta estratta non causa nulla, ma la sua immagine può risuonare con qualcosa che già abita la psiche di chi la guarda.
Proiezione, non profezia
La ricerca empirica non ha mai validato i Tarocchi come strumenti predittivi: nessuno studio pubblicato su riviste peer-reviewed (incluse varie analisi sistematiche) ha dimostrato che le carte abbiano capacità divinatorie superiori a quelle che la statistica assegna al caso. Gli scettici, da Martin Gardner in poi, parlano di cold reading e di effetto Forer: i lettori di carte tendono a usare affermazioni sufficientemente vaghe da apparire personalizzate a chiunque, e chi consulta tende a ricordare le corrispondenze e dimenticare le mancanze.
Ma questa critica vale per l’uso divinatorio, non per quello psicologico. Ricerche come quelle di Inna Semetsky (2006) e Mike Sosteric (2014) hanno esplorato le carte come strumenti di imagery e pathworking, cioè tecniche di visualizzazione attiva che favoriscono l’integrazione di contenuti inconsci. In ambito terapeutico, un protocollo sviluppato nel 2023 dall’Istituto Beck integra stese di Tarocchi con la terapia cognitivo-comportamentale per disturbi d’ansia, usando le immagini come punto di partenza per identificare e correggere distorsioni cognitive attraverso la narrazione visiva.
Definizione base
| Cosa Sono | Struttura di Base | Evoluzione Storica |
|---|---|---|
| Mazzo di 78 carte creato nel XV secolo in Italia settentrionale (Milano/Ferrara) come gioco di trionfi, poi adattato per introspezione e divinazione. | 22 Arcani Maggiori (archetipi: Matto, Bagatto, Morte, ecc.) + 56 Arcani Minori (4 semi: Coppe, Denari, Bastoni, Spade; valori Asso-10 + figure). | Nati ~1440 come “trionfi” per nobili; esoterizzati nel 1781 da Court de Gébelin (Egitto/Cabala inventati); diffusi XIX-XX secolo. |
Cosa sono e cosa non sono
| Cosa Sono | Cosa Non Sono | Chiarimento |
|---|---|---|
| Specchio psicologico proiettivo (concettualmente simile a Rorschach): stimola associazioni personali per auto-riflessione. | Strumento predittivo magico o profetico con poteri soprannaturali. | Basati su sincronicità junghiana (coincidenze significative), non causalità; nessun supporto empirico per previsioni. |
| Eredità culturale ludica, ancora usata in giochi regionali (“Tarocchino”). | Origine egiziana, atlantidea o kabbalistica antica (miti XVIII secolo). | Derivati da carte mamelucche via Europa medievale. |
Uso in psicologia
| Applicazione | Metodo | Evidenze |
|---|---|---|
| Test proiettivo non convenzionale: letture attivano imagery inconscio per integrare Ombra (Jung). | Stese standard (es. 3 carte) + analisi risposte; integrate con CBT per ansia. | Studi mostrano riduzione stress via narrazione; effetto Forer spiega “accuratezza” percepita. |
| Arte-terapia e journaling: esplora pattern emotivi. | Posizioni dritta/rovesciata + contesto consultante. | Simile idealmente a Rorschach; no predizioni validate empiricamente. |
Il mercato e il revival
I numeri del fenomeno sono significativi. Secondo una ricerca Pew Research del 2025, il 30% degli americani, con una prevalenza nelle fasce 18-49 anni e tra le donne (43%) e la comunità LGBTQ+ (50%), dichiara di consultare regolarmente Tarocchi o astrologia. In Italia, il Tarocchino bolognese e il Tarocco siciliano e piemontese sopravvivono come giochi di presa nelle osterie, mantenendo viva la tradizione ludica originaria. L’app Golden Thread Tarot, aggiornata nel 2025 con funzioni di intelligenza artificiale, ha trasformato le stese in strumenti di journaling guidato, mentre i mazzi digitali su blockchain hanno alimentato un piccolo boom di NFT a partire dal 2024 che va avanti ancora oggi.
C’è un passaggio sociologico importante. Il revival tra la generazione Z e i millennial, accelerato dalla pandemia del 2020 e amplificato da TikTok (dove l’hashtag tarot conta decine di milioni di visualizzazioni), è vero. Ma riflette meno superstizione e più bisogno di strumenti per l’autoconoscenza in un’epoca di disorientamento. Il laboratorio di studi sulla coscienza di Princeton, il Princeton Engineering Anomalies Research (Pear), oggi chiuso, in passato ha ricevuto finanziamenti per studiare come l’intenzione cosciente possa influenzare generatori di numeri casuali, aprendo un possibile terreno di indagine scientifica sulla sincronicità. Si ritorna Jung, insomma.

Uno specchio, non un oracolo
In conclusione: usare i Tarocchi senza illudersi che contengano risposte preconfezionate significa esattamente questo: sfruttare un sistema simbolico stratificato per interrogare se stessi, non le stelle. Le stese più comuni, come il Metodo delle Tre Carte o la Croce Celtica, non rivelano il futuro ma organizzano la riflessione su passato, presente e possibilità. L’interpretazione dipende da chi guarda, dal contesto, dall’associazione spontanea che nasce davanti all’immagine. Dipende da noi, in buona sostanza.
Va comunque ribadito con chiarezza che non esistono validazioni cliniche sui benefici portati dall’utilizzo dei Tarocchi: alcuni terapeuti li usano come strumento narrativo o creativo ma il loro valore è simbolico e narrativo, certamente non diagnostico e terapeutico.
Tuttavia, detto questo, è innegabile che, cinque secoli dopo le corti di Milano e Ferrara, si continuano a mescolare settantotto carte quanto se non più che in passato. Non solo per sapere cosa accadrà, ma ib realtà anche per capire meglio cosa sta già accadendo “dentro” di noi.
Nota: I Tarocchi non sono strumenti terapeutici validati e non sostituiscono percorsi clinici. L’uso psicologico qui descritto si riferisce a pratiche di auto-riflessione e ad applicazioni terapeutiche sperimentali condotte da professionisti qualificati.
Fonti ragionate di questo articolo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Tarocchi
Enciclopedia storica completa, demistifica origini e struttura.
https://www.istitutobeck.com/beck-news/tarocchi
Istituto Beck: test proiettivi non convenzionali in psicoterapia.
https://www.jungitalia.it/2019/10/01/jung-tarocchi-carte-psicologia/
Analisi junghiana su archetipi e inconscio collettivo.
https://www.fisicaquantistica.it/psiche-mente-cervello/i-tarocchi-e-la-psicanalisi-di-jung
Collegamento psicanalisi Jung-tarocchi, con focus archetipico.
https://andreanodari.it/2025/05/21/tarocchi-e-psicologia-archetipica/
Dr. Nodari: lettura proiettiva e inconscio junghiano.
https://jungitalia.it/2019/10/01/jung-tarocchi-carte-psicologia/
Seminario Jung 1933 su Tarocchi come immagini psichiche.
https://www.erbasacra.com/upload/CONF70/20230512/Bonanni-L_astrologia_e_i_tarocchi_nel_pensiero_di_Jung.pdf
PDF accademico: Tarocchi nel pensiero jungiano.
https://www.letarot.it/Carl-Gustav-Jung-e-il-Tarocco_pag_pg194_ita.aspx
Teoria sincronicità di Jung applicata ai Tarocchi.
https://www.lauravalli.blog/tarocchi/jung-e-i-tarocchi/
Viaggio archetipico con riferimenti junghiani testuali.
https://www.psicoterapeutaaroma.org/che-c-entra-la-psicologia-con-i-tarocchi-.html
Psicoterapeuta: intersezione psicologia e Tarocchi.

