Avere l’ultimo iPhone da duemila euro è fondamentale, oppure è meglio un “telefono scemo” da 15 euro?

Intanto, non chiamateli “telefoni scemi“. I “dumb phone“, termine contrapposto a “smart phone“, telefoni intelligenti, sono in realtà “telefoni semplici”, cioè privi di funzionalità e complessità. Non si connettono o lo fanno solo a poche funzioni (tipicamente mappe semplificate e chat crittate). Ma stanno crescendo come se non ci fosse un domani.

Siamo andati a indagare sul perché il mercato globale dei telefoni base abbia raggiunto nel 2024 un valore di 2,35 miliardi di dollari, con una crescita del 15% nelle vendite rispetto all’anno precedente. Poco rispetto a quello degli smartphone (585,63 miliardi stimati nel 2025) ma neanche bruscolini.

Non si tratta di nostalgia vintage né di un fenomeno marginale: 3,2 milioni di unità vendute solo nel primo trimestre 2025 raccontano una storia diversa. Generazioni distanti per età, geografia e abitudini convergono verso la stessa scelta tecnologica, spinte da motivazioni opposte ma ugualmente pressanti.

I numeri della disconnessione

Gli Stati Uniti dominano il mercato con il 40% delle vendite globali e un giro d’affari di 940 milioni di dollari. La crescita annuale prevista del 5% fino al 2031 conferma la solidità del trend, non una moda passeggera. Nokia ha raddoppiato la propria quota di mercato nel segmento dei feature phone, mentre startup specializzate come Punkt e Light propongono modelli minimalisti che integrano funzioni essenziali come WhatsApp.

In Europa la Spagna guida la transizione: il 12,2% dei giovani spagnoli ha già abbandonato lo smartphone per un dispositivo più semplice. L’Italia segue con una crescita del 5% annuo dal 2020, concentrata principalmente nelle regioni del Nord e del Centro. Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana mostrano la maggiore sensibilità verso il tema della disconnessione digitale, mentre al Sud l’adozione procede più lentamente.

Le motivazioni di una retrocessione

Caratteristica mercatoChi ne usufruisceRagioni principali
Crescita globale del 5% annuoGiovani (Gen Z, Millennials)Disintossicazione digitale, riduzione stress
Vendite concentrate in USA ed EuropaAdulti con bisogno di semplificazionePrivacy, uso essenziale, secondo dispositivo
Modelli con batteria lunga, design minimalistaAnzianiFacilità d’uso, tastiera fisica
Integrazione apps leggere (es. WhatsApp)Famiglie con bambini/adolescentiSicurezza, controllo accessi a internet
Interesse crescente in aree urbane e Nord ItaliaUtenti tecnologicamente consapevoliValore culturale e sociale della disconnessione

La penetrazione degli smartphone in Italia rimane altissima, al 98% degli utenti Internet, ma cresce l’interesse per i telefoni base come secondo dispositivo. Le motivazioni spaziano dalla ricerca di privacy alla semplificazione quotidiana, dalla riduzione dello stress digitale al controllo del tempo speso online. Il fenomeno non riguarda solo nicchie tecnofobiche ma intercetta bisogni trasversali di benessere digitale.

Le tre generazioni del rifiuto

I minori di 15 anni rappresentano il primo segmento di mercato, con genitori che scelgono dispositivi child-safe per proteggere i figli dall’iperconnessione. La fascia 15-25 anni in Italia costituisce il gruppo principale di adottanti volontari, spinta dal desiderio di disintossicazione digitale. Negli Stati Uniti il 28% della Generazione Z e il 26% dei Millennials si dichiarano interessati ai telefoni semplici, con un tasso di possesso effettivo del 16% tra i giovani adulti.

Gli adulti over 35 utilizzano i feature phone principalmente come secondo dispositivo per situazioni specifiche: viaggi, sport, eventi sociali dove lo smartphone risulta ingombrante o rischioso. Inoltre, il mercato è “drogato” dalla dismissione delle reti 2G e 3G, che accelera il ricambio verso modelli base compatibili 4G, mantenendo funzionalità essenziali senza la complessità degli smartphone. Decine di migliaia di unità vengono vendute ogni mese solo negli Stati Uniti, confermando la dimensione del fenomeno.

Le quote di mercato nel mondo

ProduttoreGenerazioneArea geograficaQuota mercato stimata e trend
NokiaGen Z, MillennialsUSA, EuropaRaddoppio quota mercato flip phone negli ultimi anni
PunktGen ZUSA, EuropaCrescente, marketing mirato a giovani digital detox
LightMillennialsUSACrescita con telefoni minimalisti premium
Aziende tradizionali (Panasonic, Energizer)Anziani e adultiItalia, EuropaStabile con mercato di nicchia per semplicità
Produttori emergentiTutteMercati metropolitaniAumento costante, interesse per device secondari

La risposta del mercato si articola su livelli diversi: dai modelli ultraeconomici sotto i 50 euro ai dispositivi di design che superano i 300. L’integrazione di applicazioni essenziali come mappe semplificate e messaggistica criptata risponde alle esigenze di sicurezza senza cedere alla tentazione dell’iperconnessione. Il paradosso tecnologico si risolve nell’equilibrio tra connessione necessaria e disconnessione volontaria, in una sintesi che ridefinisce il rapporto con la comunicazione mobile.

Moriremo senza smartphone?

Quale sia il futuro degli smartphone non è ovvio. Certamente sono uno strumento fondamentale: il telecomando delle nostre vite. Non solo perché per molti è “di moda” avere l’ultimo (e più costoso) modello, ma anche perché sempre più funzioni richiedono uno smartphone possibilmente di buona qualità.

Con gli iPhone e gli Android di qualità si fa a meno della macchina fotografica, si può studiare e lavorare in mobilità, si organizzano le cose (dalla gestione della domotica ai viaggi). In generale, lo smartphone è molto utile. Alle volte troppo utile. Tanto da non poterne fare a meno. Non è colpa sua (il bisogno di restare connessi, l’abuso di giochini e social) ma le conseguenze sono chiare: lo smartphone senza controllo può fare male. E c’è chi sta scegliendo di vivere senza o comunque limitarne gli effetti. Funzionerà?

Da anni, dopo i primi foldable, non ci sono state vere innovazioni. Vedremo se in futuro arriverà qualcosa di talmente innovativo da costringere tutti a ricomprare uno smartphone, chiudendo anche le parentesi del digital detox.

Alcune fonti di questo articolo: