Dopo quindici anni arriva il primo MacBook touch, una nuova fascia alta dei portatili premium di Apple? Quando resistere costa più che arrendersi: touch invece, è bello soprattutto se c’è da gestire la convergenza con l’iPad Pro e se i pannelli OLED sono diventati talmente maturi che non usarli sarebbe un peccato. Meglio ancora se ci sono nuove nicchie di mercato da conquistare.
Partiamo da quello che sappiamo, cioè delle speculazioni che però sembrano mature e affidabili. Secondo le voci in rete (il solito Mark Gurmann di Bloomberg, ovviamente) Apple sta per fare ciò che per anni ha considerato quasi un’eresia: mettere il touch sul MacBook. Non sarà un semplice laptop con un pannello sensibile alle dita, ma il possibile manifesto della nuova era hardware guidata da John Ternus. In sintesi: display OLED, chip M5 Pro e M5 Max in attesa della generazione M7, design più sottile e un macOS pronto a sporcarsi le mani. Obiettivo? Avvicinare MacBook e iPad iPad come mai prima. La domanda, però, è inevitabile: innovazione necessaria o compromesso tardivo?
Abbiamo provato ad analizzare le ipotesi su questa strategia in attesa di confermare (o cancellare) l’arrivo di un MacBook Ultra Touch.
Come è cominciato tutto
L’ottobre 2025 ha segnato il momento in cui le indiscrezioni hanno smesso di essere ipotesi di corridoio e sono diventate “quasi vere”. Mark Gurman di Bloomberg, in questo momento il più prolifico giornalista che tratti di cose riservate di Apple, ha descritto due MacBook identificati internamente come K114 e K116, da 14 e 16 pollici, con display OLED touchscreen e design completamente rinnovato. In parallelo, l’analista Ming-Chi Kuo, altro luminare delle cose che accadono a Cupertino, ha confermato l’avvio della produzione della macchina per la fine del 2026. Al centro, la tecnologia on-cell: i sensori touch non sovrapposti al pannello ma integrati direttamente nella struttura del display.
Il quadro si è aggiornato in modo significativo lo scorso giugno, quando Gurman ha rivelato che Apple ha cancellato i chip M6 Pro e M6 Max per accelerare lo sviluppo della generazione M7, ottimizzata per i carichi di lavoro di intelligenza artificiale. Questo vuol dire un cambiamento significativo anche per i dispositivi come il primo MacBook touch, che partirà quindi “ancora” con i chip M5 Pro e M5 Max già visti e rivisti. Samsung Display, secondo fonti industriali coreane, sarà il fornitore esclusivo dei pannelli, prodotti nell’impianto di ottava generazione di Asan, in Corea del Sud. A luglio, infatti, The Elec ha riferito che Samsung Display sarà l’unico fornitore dei pannelli OLED touch 14″ e 16″, prodotti sulla linea 8.6G di Asan, con una fornitura iniziale intorno ai 2,5 milioni di pannelli.
Perché proprio adesso?
La resistenza di Apple al touch sul Mac, iniziata da Steve Jobs nel 2010, al momento del lancio dell’iPad, non è stata un capriccio, ma una posizione difesa con argomenti tecnici precisi. Per oltre un decennio la distinzione era netta: il Mac appartiene al mondo dell’input indiretto, tastiera e trackpad, mentre l’iPad è il dispositivo touch per eccellenza. Nel 2021 lo stesso John Ternus aveva sostenuto pubblicamente che non esisteva ancora una ragione sufficiente per cambiare direzione.
Ma come sappiamo niente è per sempre. Ci sono stati infatti tre elementi che hanno spostato l’equilibrio.
- Il primo è la progressiva erosione del confine tra iPad Pro e Mac: il tablet con chip Apple Silicon ha assorbito nel tempo tastiera, trackpad, gestione dei file e applicazioni professionali, rendendo la separazione sempre più artificiale;
- il secondo è la maturazione dei pannelli OLED tandem a doppio strato emissivo, la stessa tecnologia dell’iPad Pro del 2024, oggi adatti a un uso professionale prolungato;
- il terzo è un cambio generazionale nella leadership hardware, con Ternus più orientato a riaprire strade ritenute chiuse che a conservare le vecchie decisioni come reliquie intoccabili.
Il profilo tecnico
Secondo Gurman il nuovo MacBook romperebbe con il passato su più fronti contemporaneamente. In pratica: la “tacca” scompare a favore di un foro circolare per la fotocamera, affiancato da una versione della Dynamic Island mutuata dagli iPhone. Poi, le cerniere vengono rinforzate meccanicamente per evitare oscillazioni durante il tocco, e il corpo diventa più sottile, con un peso che dipenderà dall’equilibrio tra la leggerezza del pannello OLED e il rinforzo strutturale necessario.
Tutte le ipotesi sul tavolo
| Caratteristica | Informazione attesa | Valutazione |
|---|---|---|
| Modello | MacBook Pro di nuova generazione | Primo Mac con touchscreen |
| Lancio | Fine 2026 o inizio 2027 | Data non definitiva |
| Display | OLED multitouch da 14 o 16 pollici | Possibile tecnologia tandem |
| Processore | Apple Silicon di nuova generazione | Probabili varianti Pro e Max |
| Sistema operativo | macOS ottimizzato per il touch | Il trackpad resterà centrale |
| Design | Più sottile, con cerniere rinforzate | Display più stabile durante il tocco |
| Fotocamera | Possibile foro al posto della tacca | Eventuale Dynamic Island |
| Apple Pencil | Non confermata | Probabile assenza al debutto |
| Autonomia | Simile agli attuali MacBook Pro | OLED e touch potrebbero incidere sui consumi |
| Prezzo | Superiore ai modelli attuali | Prodotto premium |
| Posizionamento | Mac professionale, non sostituto dell’iPad | Touch come opzione aggiuntiva |
| Livello di certezza | Progetto molto discusso, ma non annunciato | Specifiche ancora modificabili |
Sul lato software, macOS 27 Golden Gate anticipa già la transizione con un approccio “touch-friendly, not touch-first“: Sidecar adesso accetta il dito, la barra menu ha icone leggermente più grandi, c’è il pull-to-refresh. Il sistema proporrà menu contestuali adattativi che si espandono quando rileva il tocco, con controlli ridimensionati automaticamente. Il touch non sostituisce trackpad e tastiera, ma si affiancherà ad essi per gesture rapide e interazioni creative, in una logica che Apple stessa vuole che sia complementare.
Tempi e prezzi
Il lancio è atteso tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, con la crisi globale delle memorie che favorisce un ritardo e che ha già spinto Apple ad alzare i listini di Mac e iPad nel giugno 2026. Il nome commerciale potrebbe sorprendere: Gurman ha ipotizzato il marchio MacBook Ultra, per un prodotto che si posizionerà sopra i MacBook Pro esistenti anziché sostituirli, in una logica di gamma ormai articolata su più livelli di prezzo, dal MacBook Neo entry-level a 699 dollari fino alla nuova fascia premium. L’aumento stimato rispetto ai modelli equivalenti è di circa il 20%, il che porta la soglia d’ingresso per il 14 pollici a circa tremila dollari.
Sullo sfondo di questo progetto pesa un precedente scomodo: la Touch Bar, arrivata nel 2016 e silenziosamente ritirata nel 2021 dopo anni di entusiasmo tiepido. Se il touchscreen sarà percepito come funzione integrata nel flusso di lavoro reale o come caratteristica della scheda tecnica usata raramente dipenderà quasi interamente dal software. Apple dovrà dimostrare che questa volta il tocco ha senso, e non soltanto sulla carta.
Alcune fonti di questo articolo:
- https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-10-16/apple-readies-high-end-macbook-pro-with-touch-hole-punch-screen
- https://www.macworld.com/article/3086252/kuo-touchscreens-are-coming-to-macbooks-but-not-to-neo.html
- https://x.com/mingchikuo/status/1968249865940709538
- https://omdia.tech.informa.com/om146648/display-dynamics–june-2026-boe-may-be-the-panel-supplier-for-ipad-air-oled-in-2027-and-macbook-pro-oled-in-2028
- https://www.theverge.com/news/801363/apple-macbook-pro-2026-rumor-oled-touchscreen

