La corsa all’intelligenza artificiale sta per presentare il conto ai consumatori. Secondo le ultime analisi di mercato, i prezzi di smartphone e computer potrebbero aumentare fino al 20% nei prossimi mesi a causa della carenza di semiconduttori. La ragione non sta in una crisi produttiva generalizzata, ma in una redistribuzione delle priorità: i chip più avanzati vengono dirottati verso i data center che alimentano i sistemi di AI generativa.
La dinamica è semplice ma spietata. Le aziende tecnologiche stanno investendo centinaia di miliardi di dollari nell’infrastruttura necessaria per addestrare ed eseguire modelli di intelligenza artificiale sempre più sofisticati. Questi investimenti si traducono in ordini massicci di processori specializzati, principalmente GPU di ultima generazione, che vengono prodotti negli stessi impianti che fabbricano i chip per dispositivi consumer.
L’impatto dei costi
| Categoria dispositivo | Aumento prezzi previsto | Costo materiali/memoria | Conseguenze aggiuntive |
|---|---|---|---|
| PC/Laptop | 15-20% da luglio 2026 | Memory 20% hardware | Reset contratti, AI PC push |
| Smartphone Low-end | 6.9-8%, +65 euro | +25% Costo materiali | Downgrade specs, -5.2% vendite |
| Smartphone Mid/High | 4-6% | +10-15% Costo materiali | Meno impattati, accordi con i produttori |
Il problema è che le fabbriche di chip sono poche e costosissime: ci vogliono anni per realizzarne una nuova e investimenti di svariate decine di miliardi di dollari. Nel breve, non conviene. Il risultato è una competizione per le capacità produttive delle “fonderie” dei semiconduttori. TSMC, Samsung e gli altri grandi del settore si trovano a dover bilanciare richieste contrapposte: da un lato i contratti plurimiliardari per chip destinati all’AI, dall’altro gli ordini per i processori che equipaggiano telefoni e computer. Il mercato è spietato: la capacità produttiva non è infinita e qualcuno deve cedere il passo.
Il paradosso del progresso tecnologico
A rendere la situazione ancora più complessa è il fatto che i chip per AI e quelli per dispositivi consumer vengono spesso realizzati con processi produttivi simili. Le tecnologie a 3 e 5 nanometri, le più avanzate disponibili, sono contese tra applicazioni diverse. Quando un data center ordina migliaia di acceleratori AI, sottrae di fatto capacità produttiva ai produttori di smartphone.
Chi produce le memorie
| Azienda | Quota DRAM (%) | Quota HBM (%) | Note Principali |
|---|---|---|---|
| SK hynix | 34-36% | Primo (50-70%) | Leader HBM per NVIDIA/AMD; #1 DRAM Q1 2025 |
| Samsung | 34-41% | Secondo (circa il 17%) | Scaling HBM +50% 2026; ex-leader DRAM |
| Micron | 22-25% | Terzo (meno del 20%) | Espansione HBM; 95% oligopolio totale |
Gli analisti del settore indicano che questa tensione è destinata ad aggravarsi nel corso del 2026. Le previsioni parlano di una domanda di chip per AI che continuerà a crescere in maniera esponenziale, mentre la costruzione di nuovi impianti produttivi richiede anni e investimenti nell’ordine delle decine di miliardi di dollari. Nel frattempo, i margini di manovra dei produttori di elettronica di consumo si restringono.
Le aziende che realizzano smartphone e computer si trovano davanti a una scelta difficile. Possono accettare forniture ridotte, rallentando i propri piani di produzione e rischiando di perdere quote di mercato. Oppure possono aumentare le proprie offerte ai fonditori di chip, entrando in competizione diretta con i giganti dell’AI che hanno tasche profonde e necessità pressanti.

La redistribuzione dei costi
La seconda opzione, quella più probabile secondo gli osservatori del settore, porta inevitabilmente a un aumento dei costi di produzione. Questi costi aggiuntivi non possono essere assorbiti completamente dai produttori, già alle prese con margini compressi dalla competizione feroce del mercato consumer. Il trasferimento sui prezzi finali diventa quindi quasi inevitabile.
L’ironia della situazione è tutta qui: l’intelligenza artificiale viene presentata come una tecnologia destinata a migliorare la vita quotidiana, rendere più efficienti i processi e democratizzare l’accesso alla conoscenza. Ma il suo sviluppo sta rendendo più costosi proprio quegli strumenti digitali che per molti rappresentano l’accesso primario alla tecnologia.
La questione solleva interrogativi più ampi sulla sostenibilità della corsa all’AI. Se lo sviluppo di questi sistemi richiede risorse produttive tali da compromettere altri settori tecnologici, forse occorre ripensare le priorità e i ritmi di questa trasformazione. Oppure accelerare gli investimenti in nuova capacità produttiva, anche se i tempi di realizzazione rimangono lunghi.
Per noi consumatori, intanto, si profila un periodo in cui aggiornare il nostro smartphone o sostituire il computer costerà sensibilmente di più. Un prezzo che paradossalmente paghiamo per finanziare macchine pensate per renderci la vita più semplice.
Alcune fonti di questo articolo:
- https://bisi.org.uk/reports/global-ram-shortage-and-price-hikes-causes-consequences-and-market-outlook
- https://www.tomshardware.com/pc-components/ram/hp-reportedly-eyes-chinese-suppliers-for-dram-as-global-shortage-sparks-shake-up-analyst-says-memory-chips-are-commodities-that-can-easily-be-replaced
- https://www.trendforce.com/presscenter/news/20260105-12860.html
- https://www.businessinsider.com/memory-chip-shortage-bad-news-smartphone-pc-industry-ai-2026-1
- https://www.fastcompany.com/91470364/why-is-there-a-ram-shortage-in-2026-ai-cause-memory-chip-scramble
- https://www.techbuzz.ai/articles/ai-boom-triggers-memory-chip-crisis-phones-and-cars-at-risk
- https://www.spglobal.com/automotive-insights/en/blogs/2025/12/dram-makers-ai-data-centers-semiconductor-shortage
- https://www.idc.com/resource-center/blog/global-memory-shortage-crisis-market-analysis-and-the-potential-impact-on-the-smartphone-and-pc-markets-in-2026/
- https://www.techradar.com/pro/experts-warn-pc-prices-could-rise-even-more-in-2026-as-ram-costs-set-to-soar-higher
- https://www.bbc.com/news/articles/c1dzdndzlxqo

